“Nella mente del serial writer” di Riccardo Casali
di Antonella Di Moia
Oggi per “Scrittori Uniti Italia” vi propongo l’antologia de “Il collettivo La penna d’Oca”, edito da Di Carlo Edizioni. Al suo interno troverete il contributo del nostro Riccardo Casali. Buona lettura!
Il libro
Nella mente del Serial Writer è la prima opera corale del collettivo di autori La Penna d’Oca. Si tratta di una raccolta di elaborati dedicati a un argomento comune: il Mistero. Nulla accade per caso, è l’essenza del mistero.Nulla accade per caso, pur ignorandone il motivo. Mistero è oggi un termine d’uso comune inteso come fenomeno di cui si ignora l’essenza o la natura, è un evento che non si sa spiegare o interpretare, un qualcosa di incomprensibile all’intelletto umano o, semplicemente, strano e singolare ma che, proprio per la sua natura inesplicabile, esercita sempre una forte attrazione.
L’autore

Riccardo Casali Nasce nella Pianura Padana, a Pavia, e vive in provincia; scrive racconti, romanzi e sceneggiature, ma è anche un grafico pubblicitario e disegnatore. Le sue storie sono thriller, gialli o noir completamente di fantasia, ambientate talvolta in città senza nome, altre volte riconducibili a posti conosciuti. Uno di questi è Fortunago, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, dove l’autore ha passato gran parte delle estati durante la sua infanzia. Nel 2009 pubblica “Ombre dal passato” (Mimesis Editore), un romanzo scritto nel 1999, mentre la sua opera prima del 1994, “Una gelida estate” (Ilmiolibro.it), vedrà la luce soltanto nel 2016. Entrambi gli scritti sono in fase di riedizione, in attesa di una nuova pubblicazione. Parallelamente porta avanti l’attività di sceneggiatore completando tre lungometraggi (di cui due in lettura alla Medusa), otto cortometraggi (l’animazione “Ritorno a casa” vince il Premio Talent 2002 al concorso Menti in Corto, organizzato dalla Eagle Pictures, assegnatogli da Maurizio Nichetti) e una commedia teatrale. Nel 1998 collabora con Odeon Tv e successivamente, nel 2006, tramite uno stage di fine corso presso la Taodue/Novafilm di Roma, contribuisce alla correzione delle sceneggiature e ai riassunti per i registi delle serie “Distretto di Polizia” e “RIS – Delitti imperfetti”. Nel 2023 consegue un attestato di Editor e Correttore di Bozze, mentre con il collettivo La Penna d’Oca collabora curandone la grafica, le impaginazioni e la correzione dei testi.
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“Nella mente del serial writer“
L’estratto

«Corri! È da questa parte.» «Aspettami!» Il bosco profumava di pioggia appena caduta e il fango sul sentiero rendeva difficoltosa la corsa dei due ragazzini. Il rischio di scivolare elevato, le scarpe nuove completamente ricoperte di mota, per non parlare dei jeans e della felpa. Non c’era metro percorso in cui Alex non si chiedesse come si fosse lasciato convincere da Tommaso a seguirlo in questa sua strabiliante scoperta. Quella sera la furia di sua madre si sarebbe riversata implacabile su di lui, quindi il gioco doveva valere la candela, altrimenti… Intanto però sembravano non arrivare mai. Il piccolo borgo in cui vivevano, di poco più di cinquanta anime, situato sulle colline che dividono le valli del Coppa e dell’Ardivestra nell’Oltrepò Pavese, si faceva sempre più lontano alle loro spalle. Il bosco sembrava farsi sempre più fitto intorno ai due, quasi a volerli inghiottire.

Tommaso scartò di lato saltando una radice, sulla quale invece inciampò Alex rovinando a terra e finendo definitivamente di ricoprirsi di fango. L’amico si fermò ridendo e tornò indietro per aiutarlo a rialzarsi, ma lui non accettò la sua mano tesa e si levò in piedi da solo, con un grugnito. «Mi dici dove cazz…» Il volto di Tommaso tornò serio e assunse l’espressione solenne di un grande ricercatore sul punto di cambiare il mondo grazie alla sua scoperta. Fece cenno con la mano all’amico di seguirlo, percorsero un altro centinaio di metri e finalmente poté guardare Alex in faccia, mostrandogli il suo enorme orgoglio. Si trovavano sul ciglio di un grosso avvallamento, al di fuori della macchia di alberi, con un salto di circa tre metri a picco, a poco più di due passi da dove si erano fermati. «Guarda!»


